martedì 29 gennaio 2008

BIMBI BELLI E PROFUMATI




CHI E' SIMON?
dal blog di Francesca da Sacco:

"Simon è un bambino che passa attraverso mille disavventure, non esattamente nello stile di Dickens. Non ci sono buoni sentimenti per lui, né per nessun altro.
Né veri e propri happy ending.

Non per nulla la definisco una fiaba nera, un po' grottesca, un po' allucinata (o allucinante?)
Cattiva? Dipende dalla sensibilità del lettore, credo.
Simon nasce e viene gettato via. Salvato, viene cresciuto in una gabbia, come quelle in cui crescono i polli. Venduto ad un ladro, finisce nella casa di un pedofilo che muta i bambini in bambole.
Ma lo fa davvero o è solo il modo in cui Simon vede le cose?
Attraverso occhi incapaci di vedere la realtà così com'è, forse perché troppo macchiati dalle schifezze attraverso cui è passato. O forse, al contrario, perché, nonostante tutto, Simon è rimasto innocente?

Non chiedetelo a me, non ne ho idea ^___-"

questa, intanto, è la prima tavola "finita". A presto per altre anticipazioni...

giovedì 24 gennaio 2008

lunedì 14 gennaio 2008

L'allegria dei naufragi



E' il titolo del "nostro" primo volume di FORD RAVENSTOCK.
Composto di due storie brevi, come quello pubblicato da Panini, uscirà questa primavera.

giovedì 10 gennaio 2008

Bambini Perduti



Siamo orgogliosi di annunciare la ristampa (per aprile) della miniserie LOST KIDZ, di ROBERTO RECCHIONI & WALTER VENTURI.
La saga dei ragazzini che cercano di sopravvivere ad una "epidemia zombie", originariamente presentata in tre volumi dalla Factory (proprioproprio dieci anni fa: nel 1998) verrà presentata in un volume unico, con copertina inedita di RICCARDO BURCHIELLI, dialoghi rivisti ed un lungo apparato redazionale.

lunedì 7 gennaio 2008

"La prego di preparare la macchina..."


sceneggiatura di Susanna Raule, Ford Ravenstock II, secondo episodio, tavola 8:

Descrizione complessiva della tav: Interno, giorno. Siamo nella camera da letto di Ravenstock, che si trova al terzo piano della casa, sul retro. È una stanza mansardata, con una finestra tonda, sui toni del verde-bluastro (leggermente più sul blu del salotto). Il letto, matrimoniale, ha la testiera a spirali di ferro battuto, lo specchio è di quelli ovali, girevoli, a figura intera.

1. Vig grande. Vediamo la stanza. Ravenstock è di fronte allo specchio, in piedi. Si sta aggiustando il nodo della cravatta. Ha addosso la camicia, bianca, i calzini e un paio di boxer a righine azzurre. Ha un’espressione afflitta. Emerson, in piedi poco distante, lo osserva con sguardo critico, a braccia conserte.

Dida: 8 Luglio 2005, h. 11.46 am, Lower East Side, Manhattan, NYC.
Raventock: Mi ha chiamato dandy debosciato, Emerson…
Emerson: Sono certo che non intendeva essere offensiva, signore.

2. Ravenstock si infila una gamba dei pantaloni, saltellando. I pantaloni sono neri, ovviamente.

Ravenstock: Lei… dice?
Emerson: Certamente, signore. Non dimentichi che la signorina Moore, al di là delle sue molteplici qualità, non padroneggia completamente la lingua inglese.

3. Ravenstock si infila il panciotto (grigio).

Ravenstock: Sì, ci ho fatto caso anch’io. Pensavo fosse un vezzo dei nativi dell’Oklahoma.
Emerson: Immagino che, volendo, la si potrebbe mettere così.
(collegato): Ha intenzione di cominciare dalla signora Treppaglia?

4. Ravenstock mette la giacca. Ora è il “solito” Ravenstock.

Ravenstock: Sì, signor Emerson. La prego di preparare la macchina.

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